Oltre due secoli di storia d’Italia e della musica, più un presente sempre vivo di grandi spettacoli e segreti: è la leggenda del Teatro alla Scala, e in pochi la conoscono e la raccontano come Franco Pulcini. Professore di storia della musica al Conservatorio, Pulcini è, da più di un decennio, il direttore editoriale del Teatro. Ossia, come riassume in un’intervista, il responsabile ultimo di “tutti i manifesti, i programmi di sala, piccoli e grandi, le locandine, le agende, eventuali libri, calendarietti, pubblicazioni d’ogni genere”. Dopo alcuni saggi d’argomento musicale e due romanzi editi in minore, Delitto alla Scala è il suo primo noir.  Pulcini mescola il genius loci del Teatro, imbattibile, alle sue conoscenze e alle sue passioni di lettore. Immagina che, in un futuro prossimo, la Scala inauguri la stagione con Arianna, un’opera di Monteverdi della quale, alla realtà dei fatti, si conservano solo il libretto e un madrigale; e che Oscar Marni, il talentuoso musicista chiamato a dirigere l’opera, venga assassinato a poco più di un mese dal 7 dicembre, per tradizione il giorno del debutto. Il caso è affidato a un commissario arabo-siciliano, Abdul Calì: c’è da scoprire l’assassino e c’è da chiarire quanto sia autentica la partitura di Arianna ritrovata; c’è da sperare che, nonostante tutto, l’opera vada ugualmente in scena. Sia quando scrive di musica e racconta il dietro le quinte, sia quando tratta le parti più direttamente poliziesche, Pulcini maneggia la materia con sicurezza e senza pause. Le domande di Abdul Calì, che poco o nulla sa delle logiche che si muovono in teatro, sono le domande dei lettori. E la soluzione del giallo arriva proprio all’ultimo minuto.

Delitto alla Scala
di Franco Pulcini
Ponte alle Grazie, Milano 2016 - 416 pag. prezzo 16,00 euro