Fratelli d’Italia
di Matthias Schaller

Petrus Books, Bolzano 2017
312 pagine, 49,00 euro

In tutto il mondo l’Opera parla italiano grazie ai capolavori di Donizetti, Verdi, Puccini e tanti altri, e grazie anche a migliaia di teatri sparsi per il territorio, veri e propri monumenti alla musica. Oggi questi teatri, sfortunatamente, vivono un periodo di decadenza, ma c’è chi si preoccupa di riscoprirli. Matthias Schaller, ad esempio. Schaller nasce in una piccola cittadina della Baviera, si laurea in Antropologia Culturale e decide poi di dedicarsi alla fotografia. Il suo progetto Fratelli d’Italia è proprio dedicato ai nostri teatri, a questi monumenti quasi dimenticati. Ispirato dalle tappe del viaggio italiano di Goethe e con l’intento di sfatare gli stereotipi tedeschi sul nostro paese, l’artista ha viaggiato per l’Italia dal 2005 al 2008, fotografando 150 teatri d’opera, molti dei quali oggi chiusi: teatri diffusi ovunque e simili dappertutto, che nella loro uniformità architettonica “celano ancora innumerevoli differenze culturali e umane, e diventano simbolo di un meccanismo di uniformazione architettonica con intenzioni politico-culturali”.
Le fotografie dei teatri sono state esposte per la prima volta nel 2008 in concomitanza con la Biennale di Architettura, per poi volare un anno dopo al Museum of Modern Art di Rio de Janeiro. Quest’anno sono andate in mostra al Victoria & Albert Museum di Londra, in una disposizione che ricreava l’abside di una virtuale cattedrale d’opera. In occasione di questa ri-esposizione è stato pubblicato questo volume, che raccoglie tutte le fotografie dei teatri in ordine geografico, dal Teatro Sociale di Trento, al nord, al Teatro Comunale Tina di Lorenzo di Noto, al sud (isole comprese). Non aspettatevi spiegazione, didascalie o titoli: l’unico strumento che Schaller ci mette a disposizione sono le immagini in cui uno sguardo attento si perderà per ore, a notare migliaia di piccoli dettagli che rendono ogni teatro meravigliosamente unico.