Scopri l’editoriale di Maria Luisa Buzzi
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The male issue
di Maria Luisa Buzzi

Non ce ne voglia l’altra metà del cielo se questo numero è tinto di blu. E forse proprio per questo potrà risultare più curioso. Nessuna ideologia di gender si cela in questa scelta quanto la concomitanza di alcuni fattori. E soprattutto non ci faremo mancare a breve un’uscita esclusivamente al femminile. Gli assi rosa sono già stati calati con Eleonora Abbagnato nominata direttrice del Corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma e Anne Teresa De Keersmaeker che si accinge a ritirare a Venezia il Leone d’Oro alla carriera. Ma ci sarà molto altro in estate sull’argomento, anche festival ‘a tema’.
Chi meglio di Matthew Bourne ha saputo capovolgere il genere dei protagonisti dei suoi spettacoli? E’ sua la cover story di questo numero, una dedica all’autore della più rivoluzionaria rivisitazione novecentesca de Il Lago dei cigni dove Odette/Odile è un possente e muscoloso cigno maschio. Al lavoro a Londra in questi giorni, Bourne sta rimettendo mano a un suo titolo culto, il remake alquanto singolare della Carmen di Bizet-Ščedrin, The Car Man (ovvero, Luca, il meccanico). Evento clou del programma danza di Ravenna Festival 2015, lo spettacolo sarà anche un intero mese in cartellone al Sadler’s Wells di Londra con protagonista il Primo ballerino dell’American Ballet Theatre Marcelo Gomes. Destini che si incrociano di cui non potevamo non dare notizia, dato l’illustre precedente della folgorante interpretazione di Gomes del Cigno di Bourne in Giappone. 
Due i coreografi del nostro panorama sempre più ispirati e di rilievo che abbiamo deciso di presentarvi: Paolo Mohovich, reduce dal successo spagnolo del suo Don Quijote per il Ballet de la Generalitat Valenciana e pronto a tuffarsi in molte creazioni per ensembles internazionali in questo 2015 per lui denso d’impegni, e Roberto Zappalà nell’anno dei festeggiamenti dei 25 anni di compagnia, riconosciuta tra l’altro dal Ministero come Centro di Produzione Danza nazionale, in procinto di debuttare al Bellini di Catania con un’imponente lavoro sulla Nona di Beethoven.
Tra le stelle del balletto in crescita esponenziale, il Primo ballerino del Teatro alla Scala Claudio Coviello si distingue per eleganza di stile, precisione tecnica e riservatezza. Lo abbiamo stanato per conoscerlo meglio. Così come l’affascinante Dwight Rodhen, gettonatissimo coreografo americano fondatore di Complexions, sempre più crossover tra impegni per il teatro, videoclip, cinema e tv, incontrato nel suo passaggio romano.
Manfredi Perego è il giovane autore scelto per la rubrica Orizzonti, mentre Alessandro Macario, Primo ballerino del Teatro San Carlo, lo incontriamo con la sua attuale metà Anbeta Toromani nella rubrica dedicata alle Coppie. 
Recensioni, notizie, segnalazioni e approfondimenti scandiscono inoltre le pagine. Un focus sulla Scuola di Balletto fondata da John Cranko a Stoccarda, ripercorre la storia del primo centro della Germania Ovest riconosciuto dallo Stato per la formazione accademica, culla di grandi danzatori e autori, oggi in pieno sviluppo anche strutturale. Sempre in ottica storica riscopriamo un grande titolo del Novecento, Le Chant du Rossignol, scaturito dalla genialità di Sergej Pavlovič Djagilev, Igor Stravinskij, Henri Matisse, Leonid Mjasin, a cui poi si aggiungerà l’estro di George Balanchine, che una mostra su Matisse allestita alle Scuderie del Quirinale riporta d’attualità.
"Djagilev ama Massine e non me e questo mette Stravinskij in imbarazzo. Stravinskij ama i suoi figli in modo strano e dimostra il suo amore per loro spronandoli a dipingere; dipingono bene. Lui è come un imperatore e i suoi figli e sua moglie sono i soldati. Stravinskij mi ricorda lo zar Paolo, ma lui non verrà strangolato perché è più in gamba dello zar Paolo. Djagilev avrebbe voluto farlo molte volte, ma Stravinskij è così scaltro! Non può esistere senza Stravinskij e Stravinskij non può vivere senza Djagilev. Si intendono l’un l’altro. Stravinskij tien testa a Djagilev in modo molto abile. Io conosco i trucchi di entrambi”. Dal “Diario” di Vaslav Nijinskij

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Foto "The Car Man" ​© Bill Cooper