Per l'edizione 2017 dedicata alla formazione musicale delle nuove generazioni, l'“Aida” di Verdi approda all'Alighieri
Quasi una bottega rinascimentale dove, attraverso un intenso studio, i segreti della costruzione musicale passano dal maestro all’allievo fino al traguardo dell’interpretazione: questo e molto altro ancora è l’Italian Opera Academy, fondata da Riccardo Muti e oggi baricentro della formazione musicale delle nuove generazioni, che da sempre è un punto fermo nelle attività del Maestro.
Dal cuore del Festival di Salisburgo di quest’anno, Muti porta l’“Aida” di Verdi a Ravenna per farla diventare l'anima della sua Accademia e il banco di prova per gli allievi – direttori d’orchestra e maestri collaboratori – selezionati fra centinaia di domande giunte anche quest’anno da tutto il mondo e dalle scuole più prestigiose.
Provenienti – solo per citare alcune istituzioni – dalla Juilliard di New York e dalla Sibelius di Helsinki, dal Conservatorio di S. Pietroburgo e dal Royal College of Music di Londra, questi giovani musicisti sono viva testimonianza dell’amore e dell’interesse che l’opera italiana, soprattutto quando è Riccardo Muti a guidare alla scoperta di questo patrimonio unico, sa suscitare in tutto il mondo.
Ogni podio, ogni prova, ogni concerto rappresentano per Muti un’opportunità per condividere i principi di una tradizione che rischia altrimenti di estinguersi e che si definisce nello studio meticoloso, nella devozione alla pagina musicale, nel rifuggire interpretazioni semplicistiche, quella tradizione che a Muti è giunta, attraverso Antonio Votto, da Arturo Toscanini. La consapevolezza di quanto, oggi più che mai, sia necessario conservare quella lezione e trasmetterla alle giovani generazioni è la pietra di volta che ha sostenuto il progetto della Italian Opera Academy nelle sue prime due edizioni – dedicate a “Falstaff” nel 2015 e alla “Traviata” nel 2016 – e che oggi guida l’edizione 2017 ancora nel segno Verdi.
Dall'1 al 14 settembre il Teatro Alighieri apre dunque le porte al pubblico, perché il percorso dell’Italian Opera Academy è anche un’occasione unica ed emozionante per assistere dal vivo alla costruzione di un’opera, passo dopo passo.
L'1 settembre “Aida” verrà presentata al piano da Riccardo Muti, poi si svolgeranno le prove al piano con l’orchestra e i cantanti fino al 10 settembre. In buca, sempre l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, altra importante testimonianza della “missione” di Muti nel creare opportunità di formazione e crescita per le nuove generazioni (sul sito www.riccardomuti.com le informazioni per partecipare come uditore, pubblico o sostenitore).
Martedì 12 settembre alle 20.30, sempre all'Alighieri, Muti dirige il primo dei due concerti finali con un programma di brani tratti dall'opera verdiana voluta per questa terza edizione dell'Accademia, capolavoro che sarà protagonista anche del secondo concerto, giovedì 14 settembre alle 19.00, un vero e proprio gala durante il quale Muti presenterà i giovani direttori suoi allievi, che saranno chiamati a mettere a frutto quanto appreso nel corso dell’Accademia, salendo sul podio a dirigere la Luigi Cherubini.

foto © Silvia Lelli