Préludes - Premier livre
Nel 2018 ricorre il centenario della morte di Claude Debussy.

Classica HD lo celebra con un doppio appuntamento. Il primo, venerdì 9 marzo alle 21.10, vede protagonista Daniel Barenboim nell'esecuzione del primo libro dei Preludi, nell'ambito di un documentario realizzato da Paul Smeczny intitolato Entre-z-Yeux.

“Claude Debussy si definiva un musicista francese.  L’idea che ho dei musicisti francesi è molto chiara, perché per me ciò che è tipicamente francese è la combinazione dell’abilità di vagare con la fantasia e godersi così tante cose della vita insieme a un chiarissimo spirito matematico. La combinazione di questi due elementi così apparentemente inconciliabili è ciò che rende i francesi così tipicamente francesi.” (Daniel Barenboim)
 
Nelle sale di una splendida casa in Art Déco, Daniel Barenboim suona Claude Debussy. Riflette su Claude Debussy, legge i testi che lo hanno ispirato, ne cerca una chiave interpretativa.

Ecco una sua affermazione. E subito mi viene da pensare se tra i testi che egli ha lambito, passeggiando per le sale della biblioteca di quell’edificio, ci fossero anche i Saggi di Michel De Montaigne o, ancor meglio,  i Pensieri di Blaise Pascal. Esprit de Géometrie e Esprit de finesse: questi sono per il filosofo francese i cardini della speculazione umana, il primo, analitico, volto all’analisi ed all’indagine scientifica, l’altro, sintetico, caratterizzante lo slancio per la comprensione dell’esistenza umana, che sfugge ai canoni della ragione. L’interdipendenza di questi due elementi è però riconosciuta immediatamente: se lo spirito di geometria senza lo spirito di finezza è sterile e vano, lo spirito di finezza senza lo spirito di geometria è debole, e non potrà discendere fino ai principi più profondi e più veri dell'uomo.
Cosa rende così francesi i francesi? Per rispondere con parole diverse rispetto a quelle di Barenboim, verrebbe da dire l’armonica unione di questi due aspetti.

La Sérénade interrompue.

La serenata interrotta. Un avvenimento che forse accade una sera e a cui Debussy assiste, o forse se lo immagina e basta. Un uomo che canta sotto la finestra di una donna amata. Improvvisamente un vicino stufato si affaccia alla finestra e rovescia un secchio d’acqua.

Per dirla con Pascal, il divertissement qui sta nel pensare ad una scena del genere, a lasciar sollazzare il proprio spirito di un’immagine del genere, a crogiolarcisi e, appunto, divertirsi con essa. Ma la messa in musica di un’idea di questo tipo, nel caso di Debussy, è assolutamente precisa. Sul giusto confine tra sensazione evocata e onomatopea. Pare di vederla, questa scena, ma pare anche di provare la sensazione di chi ha voluto raccontarla. Sembra di sentire sulla propria pelle quella secchiata d’acqua, così efficacemete resa da un improvviso accordo arpeggiato.

Ecco di cosa parla Barenboim, che rende così francesi i francesi, e, aggiungerei, Debussy così Debussy.

Un chiarissimo spirito matematico.” Forse sarebbe inorridito nel sentire queste parole, va ammesso. Ma avrebbe dovuto riconoscerne la fondatezza.

Il seguito nella prossima puntata, il 16 marzo