Intervista al baritono Artur Rucinski
In occasione della messa in onda dell'opera verdiana 'I Masnadieri' del 17 febbraio alle 21.10, abbiamo deciso di fare due chiacchiere col baritono polacco Artur Rucinski, uno dei protagonisti  eella produzione che vede Nicola Luisotti alla direzione e Gabriele Lavia alla regia.

Artur, hai  interpretato il ruolo di Francesco nell’opera ‘I Masnadieri’ di Giuseppe Verdi a Napoli nel 2012 (Teatro San Carlo, Luisotti e Gavia) e a Roma nel 2018 (Teatro dell’Opera, Abbado e Popolizio). Che differenze hai notato tra queste due produzioni?

La più grande differenza per me è che sono di sei anni più vecchio, e il mio Francesco attuale suona più maturo. Nel frattempo ho cantato questo ruolo a Venezia e Parma. Il Maestro Luisotti ha anche una visione diversa dell’interpretazione di Verdi in musica. A Napoli il mio Francesco era più impetuoso, a Roma il Maestro Abbado si concentrò sul lato più scuro di questa musica.

Quali aspetti di quest’opera trovi più interessanti?

Beh, Francesco è un vero furfante. Dall’inizio alla fine è una figura malvagia, e ciò lo porta al saccheggio. I direttori molto spesso ritraggono questo personaggio come imperfetto fisicamente. A Napoli il mio Francesco era gobbo, a Roma aveva le mani paralizzate. E’ piuttosto affascinante giocare un ruolo così ambiguo.

Quali caratteristiche deve avere un baritono nelle opere verdiane?

Innanzitutto il colore della voce, ricchezza di suono, fraseggio. Dall’altro lato è molto importante la maturità e la prontezza emozionale.

Cantare in una lingua straniera: come trovi cantare in italiano?

L’italiano è la lingua più naturale per cantare. Per me anche più comodo del polacco.

Quale ruolo ti piacerebbe interpretare in futuro?

Ora sono concentrato sui ruoli verdiani, e penso che questa sia la mia direzione per il futuro. Ad oggi canto Giorgio Germont (La Traviata), Conte di Luna (Il Trovatore), Renato (Un ballo in maschera), Giacomo (Giovanna D'arco), Ezio (Attila), Ford (Falstaff), il Marchese di Posa (Don Carlo). Tra quattro o cinque anni sarò pronto a cantare Macbeth, Rigoletto e Simon Boccanegra.