Il direttore d'orchestra racconta il lavoro svolto sulle partiture di "Cavalleria rusticana" e "Pagliacci"
Durante le prove di “Cavalleria rusticana” e “Pagliacci”, abbiamo incontrato il direttore Christian Thielemann, rinomato come specialista del repertorio di area tedesca, ma che negli ultimi anni ha affrontato grandi titoli di area italiana con esiti sempre entusiasmanti.
Lunedì 6 aprile alle 21.10, prima dell’integrale dello spettacolo dal Festival di Pasqua di Salisburgo, Classica HD offrirà l’intervista integrale con i commenti in studio di Silvia Corbetta e Valerio Cappelli, presentatori della serata.

 
Com’è iniziato il lavoro su “Cavalleria rusticana” e “Pagliacci”?
 
Quando ho studiato la partitura sono rimasto sorpreso. Ascoltando alcune vecchie incisioni, come ho voluto fare per avere un’idea più precisa sui tempi, ho notato che molte scelte interpretative fatte fin d’ora non riflettono affatto quello che è scritto in partitura. Del resto, nemmeno io sono un fanatico del testo originale: credo che alcune tradizioni interpretative siano legittime e che siano giustificate anche dalla pratica.
 
Sono partiture che offrono molteplici possibilità d’interpretazione?
 
Quello che m’incuriosisce di Cavalleria e Pagliacci è che ci sono tanti dettagli che non si trovano in partitura ma che vengono eseguiti ugualmente: perché tutti fanno un crescendo anche se non è indicato? Perché un ritardando qui se il compositore lo ha indicato cinque battute dopo? Mi sono detto, magari lui stesso non lo voleva lì. Con l’orchestra ho provato in alcune occasioni a fare esattamente come scritto in partitura, per sentire come suonava e sono giunto alla conclusione che sia invece meglio intervenire. Non è poi una grande sorpresa, in certi punti le partiture sono molto chiare, in altri momenti non ci sono indicazioni per più di trenta battute. Alcuni interpreti dicono «Facciamo qualcosa con la dinamica», in alcuni punti non si può proprio fare, in altri è necessario.
 
 La Staatskapelle di Dresda non esegue le due opere da molti anni.
 
Non so di preciso per Pagliacci, ma Cavalleria è stata eseguita l’ultima volta nel 1972. Ciò significa che quasi tutti quelli che siedono oggi in orchestra l’hanno mai eseguita. Alcuni vecchi colleghi, che erano già entrati in orchestra nel 1972 mi hanno detto «Ci ricordiamo a malapena cosa c’era in cartellone». Bisogna considerare che questa nuova lettura è condizionata dal fatto che l’orchestra affronta regolarmente l’opera italiana. Inoltre, gli orchestrali hanno un atteggiamento molto positivo, soprattutto nei confronti degli ottimi cantanti con cui lavoriamo.
 
Festival di Pasqua di Salisburgo
“Cavalleria rusticana” di Pietro Mascagni e “Pagliacci” di Ruggero Leoncavallo 
Lunedì 6 aprile ore 21.10 in esclusiva solo su Classica HD (Sky canale 138)

 
Foto di Andreas J. Hirsch