Dopo “Aida” e “Manon Lescaut” la nuova regia di “Delitto e dovere”
Dopo il successo dell'Aida” di Verdi, che ha inaugurato la stagione 2016/2017 del Teatro Coccia di Novara, e della “Manon Lescaut” di Puccini, allestita al Teatro Massimo Bellini di Catania nel mese di marzo 2017, dal sodalizio artistico tra Paolo Gavazzeni e Piero Maranghi prende vita una nuova regia lirica, quella dell'opera contemporanea “Delitto e dovere”, liberamente tratta dal racconto “Lord Arthur Savile’s crime – A study of Duty” di Oscar Wilde.
Con musica e libretto di Alberto Colla, il nuovo allestimento siglato Gavazzeni-Maranghi debutta all'Auditorium della Stella di Spoleto venerdì 7 luglio alle ore 20:00 – con repliche sabato 8 luglio e domenica 9 alle ore 15:00 e alle ore 18:00 – all'interno del 60° Festival dei Due Mondi, con il maestro Giovanni Di Stefano alla direzione dell'Orchestra dei Talenti Musicali, scene e luci di Angelo Linzalata, costumi di Nicoletta Ceccolini e disegni di Ákos Barát.
L'opera è stata commissionata e prodotta dalla Fondazione Teatro Coccia di Novara, dove andrà in scena il 27 ottobre 2017.
(I biglietti sono acquistabili su: www.boxol.it, o scrivendo a biglietteria@festivaldispoleto.com. Costo: € 40,00 euro).

L’OPERA
L'ambientazione è quella della Londra d’età vittoriana. È l’epoca della seconda rivoluzione industriale e scientifica ma anche dell’antitetico paranormale: ipnosi, sedute medianiche, freak shows, chiromanzia. Ed è proprio su quest’ultimo aspetto che si basa la vicenda.
Un chiromante predice a Lord Arthur che ucciderà qualcuno. L’uomo, pacifico esponente dell’alta borghesia londinese, ne rimane terrorizzato: tutto quel che desidera, infatti, è sposare la sua fidanzata senza che nulla possa turbare la loro unione. Che fare dunque per scongiurare la cattiva previsione? Secondo Lord Arthur, l'unico modo possibile è agire d'anticipo, compiendo un omicidio per il quale non potrà mai esser condannato. Riuscirà nel suo intento? O verificherà che il destino non può mai essere messo alla prova?

LA MUSICA
“Sette cantanti, alcuni dei quali con ruolo multiplo – spiega Alberto Colla – si giostrano i personaggi e vengono accompagnati in scena da mimi e comparse. Le bande musicali d’epoca vittoriana suggeriscono l’organico cameristico dell’opera. A commento dei quadri, una voce recitante incarna quella di Oscar Wilde. Nel 'Delitto di Lord Arthur Savile' Oscar Wilde offre una visione satirica, ironica, caricaturale, abissale non solo dei personaggi ma anche dei costumi e della società. 'Delitto e dovere', inoltre, trae spunto dal 'De Profundis', l’opera più intimistica di Wilde”.

IL CAST
Il cast è composto da giovani interpreti, per la maggior parte selezionati a seguito dell’audizione Lirica Futura, indetta dal Teatro Coccia nell'aprile di quest'anno. Nel ruolo di Lord Arthur Savile i baritoni Marco Bussi e Michele Patti; a incarnare Sybil Merton sono i soprani Laura Baudelet e Mariia Komarova; Lady Gladys Windermere è interpretata dai mezzosoprani Carlotta Vichi e Julija Samsonova-Khayet; i ruoli di Lady Clementine Beauchamp e Lady Marvel sono cantati rispettivamente dai mezzosoprani Tania Pacilio e Rachel O’Brien; la Duchessa di Paisley e Jane Peccy dai soprani Vittoriana De Amicis e Morgane Bertrand; il Signor Septimius e Il proprietario dell'Albergo dai tenori Didier Pieri e Pasquale Scircoli; Herr Winckelkopf e Sir Thomas dai bassi Davide Procaccini e Gabriele Bolletta; a incarnare Oscar Wilde, l’attore Alessandro Tedeschi.

ALBERTO COLLA
Compositore e teorico musicale, studia con Carlo Mosso presso il Conservatorio di Alessandria e si perfeziona con Azio Corghi all’Accademia Internazionale Santa Cecilia di Roma.
Autore di oltre 120 composizioni, tra il 1996 e il 2015 vince tredici primi premi a Concorsi di Composizione Internazionali.
Colla predilige la realizzazione di ampi lavori sinfonici, interpretati da alcune tra le più celebri orchestre: Chicago, Los Angeles, Saint Louis, Albany, Maggio Musicale Fiorentino, Mozarteum, Bayerischen Rundfunks, RAI, Santa Cecilia, e molte altre.
Nel 2002 l’opera lirica “Il processo” viene messa in scena dal Teatro alla Scala e I Teatri di Reggio Emilia; viene ripresa nel 2004, in tedesco, dal Teatro di Kiel.
Luciano Berio gli commissiona un brano per coro e grande orchestra per l’inaugurazione dell’Auditorium di Renzo Piano a Roma. Nel 2006 la CEI gli commissiona un oratorio, eseguito dai complessi dell’Arena di Verona, per voce, cinque solisti, tre cori, grande orchestra e luci armoniche.
Nominato compositeur associé dell’Orchestre National d'Île-de-France di Parigi dal 2012 al 2014, compone la “Symphonie des Prodiges” diretta da Enrique Mazzola alla Salle Pleyel nel 2013.
Nel 2015 vince il Barlow Prize della Brigham Young University in Utah e riceve la commissione per la Ode by the Earth (“Symphony n. 4”), che verrà eseguita dalla San Antonio, Utah e Beijing Symphony Orchestra.
Nel 2016 scrive la “Symphony n. 5” (“L’inquietudine di essere umani”) e, su commissione del Festival MiTo, orchestra l’Op. 118 n. 2 di Brahms.
Edito da Casa Ricordi, è inoltre docente di ruolo in Composizione presso il Conservatorio di Sassari.

GIOVANNI DI STEFANO
Ha diretto più di cinquanta opere, dal repertorio a prime esecuzioni moderne e recuperi di opere di compositori italiani del Sette-Ottocento in vari teatri come il San Carlo di Napoli, il Massimo di Palermo. Il Verdi di Trieste, il Carlo Felice di Genova, il Petruzzelli di Bari e in numerosi teatri di tradizione (Piacenza, Reggio Emilia, Modena, Ravenna, Lucca, Pisa, Livorno, Como, Bergamo, Brescia, Cremona, Pavia, Rovigo), collaborando con interpreti famosi e favorendo il debutto di giovani artisti.
Ha diretto concerti sinfonici in Italia e in Austria, Germania, Inghilterra, Lussemburgo, Romania, Slovenia, Svizzera, Giappone, Bulgaria e Romania.
Ha studiato con i maestri Marvulli, Ferrari, Couraud e Ferrara e ha partecipato come effettivo al Seminario di direzione d’orchestra tenuto da Leonard Bernstein all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia in Roma; è stato assistente del maestro Massimo de Bernart e ha collaborato con il maestro Gianandrea Gavazzeni.
Ha inciso per Bongiovanni il “Socrate immaginario”, il “Barbiere di Siviglia”, gli “Zingari in fiera” e la “Semiramide in villa” di Paisiello, il “Werther” di Massenet con Anna Caterina Antonacci e Dimitri Korchak, “Tutti in maschera” di Pedrotti e “Il Furioso all’isola di San Domingo” di Donizetti; per la Rai, un DVD con l’Oratorio “La vita di Maria” di Nino Rota.
Nel 2013, ha ricevuto il Premio Paisiello per la divulgazione della musica del compositore.
Si è occupato della catalogazione delle musiche di Nino Rota, ha insegnato al Conservatorio di Musica “G. Rossini” di Pesaro ed è titolare della cattedra di Esercitazioni orchestrali presso il Conservatorio di Musica “G. Puccini” della Spezia, e Presidente e Direttore artistico del Teatro di tradizione dell’Opera Giocosa di Savona.

PAOLO GAVAZZENI
Si diploma in pianoforte principale al Conservatorio “G. Donizetti” di Bergamo e si laurea in Giurisprudenza presso l’Università Statale di Milano con una tesi sul rapporto di lavoro tra Enti Lirici e masse artistiche.
Dopo un’esperienza professionale di quattro anni come direttore artistico del canale televisivo Tele+ 3 Classica, nell’anno 2000 entra all’Accademia del Teatro alla Scala, dove svolge per due anni il ruolo di coordinatore artistico.
Nel 2002 viene chiamato a far parte della direzione artistica del Teatro alla Scala dove rimarrà fino alla fine del 2011 con la qualifica di Responsabile dell’attività quotidiana del Teatro. In quegli anni ha l’opportunità di seguire le prove degli allestimenti operistici, dei balletti e dei concerti sinfonici, affiancando quotidianamente i grandi maestri e i registi che in quegli anni hanno operato nel Teatro.
Dal 2012 al 2016 ha ricoperto l’incarico di direttore artistico presso la Fondazione Arena di Verona e dal novembre del 2016 è stato nominato direttore artistico di Classica HD, in onda sulla piattaforma Sky, canale 138.
Dal sodalizio artistico con Piero Maranghi hanno preso vita le regie dell'“Aida” di Verdi al Teatro Coccia di Novara (2016) e quella della “Manon Lescaut” di Puccini al Teatro Massimo Bellini di Catania (2017).

PIERO MARANGHI
Piero Maranghi è amministratore delegato e direttore di Classica HD, che dal 2017 è interamente italiana: Maranghi è l'editore unico della rete, che dal 21 giugno 2107 si presenta con una nuova veste grafica. Si consolida così un percorso ventennale e la vocazione di divulgare il mondo dell'opera, del balletto e della musica classica in tutte le sue forme e in ambiti diversi.
Nel 2008 con i soci di Skira ha lanciato Skira-Classica, società concessionaria del Teatro alla Scala.
Dal 2003 è direttore della Fondazione intitolata all’architetto Piero Portaluppi. Nel 2015 ha curato il recupero della Vigna di Leonardo da Vinci e l’apertura al pubblico della Casa degli Atellani.
Come produttore cinematografico ha recentemente realizzato due docufilm, distribuiti nei cinema di tutto il mondo: “Teatro alla Scala. Il Tempio delle Meraviglie” e “Leonardo da Vinci. Il Genio a Milano”. Ha inoltre prodotto un film dedicato a Roberto Bolle “Roberto Bolle. L’arte della danza” e uno dedicato all’architetto Piero Portaluppi, intitolato “l’Amatore”.
Attualmente è in produzione “Max & Maestro”, il primo cartone animato sulla musica classica dedicato ai bambini di tutto il mondo con la partecipazione straordinaria di Daniel Barenboim. La serie è coprodotta da RAI, France Télévision e HR, una delle stazioni regionali della tv tedesca.
Dal sodalizio artistico con Paolo Gavazzeni hanno preso vita le regie dell'“Aida” di Verdi al Teatro Coccia di Novara (2016) e quella della “Manon Lescaut” di Puccini al Teatro Massimo Bellini di Catania (2017).


Per maggiori informazioni: http://www.festivaldispoleto.com/2017/Opera.asp?id_progetto=403&lang=

Foto: © Finotti