Intervista a Nicola Alaimo
Martedì 20 marzo alle 21.10, nell'ambito della nostra speciale programmazione #Rossini150, va in onda Guillaume Tell di Gioacchino Rossini.
Una produzione molto interessante, diretta da Michele Mariotti e che vede Graham Vick alla regia dell'originale versione in francese.
All'interno di un cast di altissimo livello, il basso-baritono Nicola Alaimo ricopre Il ruolo di protagonista. 

Abbiamo deciso di intervistarlo per voi, per saperne di più su questa produzione e fare due chiacchiere sui suoi progetti futuri.

Il Guillaume Tell di Rossini nella versione originale, in francese. Vuoi parlarci di questa produzione del Rossini Opera Festival?
 
Quando mi chiesero se volessi portare in scena questo personaggio al Rossini Opera Festival, esitai per diversi motivi: in primis quest’opera non si rappresentava da più di venti anni e l’ultima produzione vedeva un immenso Michele Pertusi nel ruolo del protagonista. In secondo luogo avevo paura della competenza del pubblico pesarese, formato in buona parte da quegli stranieri che amano Rossini e la sua musica immortale, conoscendone i più profondi segreti, che viene da ogni parte del mondo per godere della massima espressione della sua arte, attraverso il Festival più importante a lui dedicato. Quindi un pubblico che chiede sempre il massimo agli artisti che si cimentano nella totalità del fraseggio rossiniano. 
Accettare questo ruolo implicava impegnarmi ancor più del solito, in virtù del fatto che questo debutto ( sebbene avessi già interpretato questo ruolo ad Amsterdam)  avrebbe messo in gioco la mia carriera. Ero a un bivio, e alla fine accettai la sfida.
 
Fu naturalmente un’esperienza esaltante da tutti i punti di vista. Mi sono ritrovato a lavorare per la prima volta con un grande regista come Graham Vick, uno di quei registi che sa scavare a fondo dentro l’animo umano e cogliere l’essenza di una partitura e trasmetterla ai cantanti, un uomo di teatro che lavora prima di tutto sul libretto, senza snaturare il significato profondo di ciò che vi è scritto o indicato dalle didascalie.
Anche Michele Mariotti era al suo debutto in quest’opera. In perfetta armonia con Vick, ha creato un’atmosfera di surreale realtà, soggiogandoci positivamente con un’attenta e perfetta analisi dei temi, a lui tanto cari, visto che è nato e cresciuto a Pesaro e ha sempre frequentato il ROF sin da piccolo,  carpendo i più profondi e fondamentali aspetti dei capolavori di Rossini.
Poi, il cast: Juan Diego Flórez  con la sua solita ed incredibile baldanza vocale. Marina Rebeka, a riconfermare la sua autorità sul palcoscenico grazie alla sua verve magnetica per tutta la platea. C’era soprattutto voglia di lavorare e dare sempre il massimo, fin dalle prime prove. C’era la coscienza di una responsabilità enorme nel riprendere il Guillaume Tell nella sua integralità. Ma ci siamo divertiti!
Tanti addetti ai lavori fra musicisti eccelsi, sovrintendenti e direttori artistici non hanno perso l’occasione di poter rivedere questo lavoro al suo ritorno al Rossini Opera Festival, e noi, con grande ansia ma allo stesso tempo tanta euforia, adrenalina ed eccitazione, siamo andati in scena con l’esito che speravamo: un trionfo!
 
Quali sono a detta tua le caratteristiche del baritono rossiniano? In cosa differisce la scrittura di Rossini da quella di Verdi e Puccini e da quella del repertorio belcantistico di Bellini e Donizetti?
 
Mi hanno sempre dato fastidio le classificazioni. È naturale che ogni artista abbia, nella propria vocalità, il repertorio più adatto dove potersi esprimere con tutta la potenzialità necessaria a rendere appieno il personaggio interpretato. Tuttavia, se si possiede un certo tipo di vocalità, è possibile spaziare da Mozart a Rossini, da Donizetti a Bellini e da Verdi a Puccini.
Mi vengono in mente grandi voci come quelle di Giuseppe Taddei, Sesto Bruscantini e Renato Capecchi. Cerco di fare mia la loro lezione, cantando sempre con la mia voce, senza forzare per renderla più scura o più chiara, ma adattandola, ovviamente, al personaggio che sto interpretando.
La vocalità di Rossini è una vocalità completa: il canto spiegato, l’agilità, il legato, le invettive, ecc.
Con questo autore si impara a dosare la voce, e a piegarla a seconda degli stati d’animo da rappresentare.
La mia carriera è nata con Rossini e sicuramente Rossini sarà sempre parte integrante del mio percorso.
Un cantante che si rispetti deve, prima di tutto, saper cantare, che non significa avere la voce: significa saper fraseggiare, saper inveire laddove si ritenga opportuno e smorzare laddove la frase musicale si fa più dolce. E questo succede in Rossini, in Donizetti, in Bellini, in Verdi, Puccini, Mascagni, Leoncavallo, Meyerbeer, Massenet, Berio, Corghi, Tutino, ecc.
 
 
Parliamo del presente e del futuro. Quali sono i progetti che ti vedono impegnato attualmente e quali sono le tue ambizioni? Ci sono ruoli che vorresti interpretare e che non hai ancora avuto l'occasione di ricoprire?
 
Sto preparando I masnadieri di Giuseppe Verdi, in cui interpreterò il ruolo di Francesco.
Dal 31 marzo in prova all’Opéra di Montecarlo e chiaramente non vedo l’ora. Subito dopo tornerò alla Staatsoper di Vienna col Don Pasquale, in cui ho già avuto occasione di interpretare il protagonista insieme a Riccardo Muti.
Quindi all’Escorial porteremo la Messa di Gloria di Puccini con il collega Gianluca Terranova e subito dopo approderò al Teatro alla Scala dove comincerò le prove de Il pirata di Vincenzo Bellini. Inoltre sto preparando un concerto di grandi arie rossiniane al Rossini Opera Festival con interventi preziosissimi del grande attore Remo Girone.
Poi sarò a Tolosa nei panni di Giorgio Germont ne La traviata e subito dopo sarò il perfido Paolo Albiani nel Simon Boccanegra all’Opéra di Parigi.
Tornerò all’Opéra di Montecarlo nel gennaio 2019 con il mio amato Falstaff.
A seguire La cenerentola di Rossini al Teatro alla Scala, poi Marsiglia, quando interpreterò uno di quei ruoli che ho sempre sognato: Rigoletto di Giuseppe Verdi. Un’operazione delicata alla quale sto lavorando già da tempo per cercare di rendere al massimo questo meraviglioso personaggio.
Fra i ruoli che vorrei ricoprire? Scarpia (Tosca), Gérard (Andrea Chénier), Macbeth e altri personaggi che, drammaturgicamente parlando, sono sicuro renderei molto bene.
 
Se tu dovessi scegliere un’aria dell'opera Guillaume Tell, quale sceglieresti?
 
Naturalmente sarebbe l’aria di Guillaume del terzo atto. Un aria breve, brevissima, ma così intensa a cominciare dall’assolo del violoncello, da evocare con forza sia il sentimento di ansia e di tensione sia l’amore verso il figlio, al quale, con coraggio e determinazione, impone di star fermo immobile, pregando quel Dio che lo sta mettendo alla prova e pensando già dentro di sé, a come ribellarsi alla ferocia terribile dei propri nemici. Rossini, in queste sole tre pagine di musica, ha raffigurato l’essenza di questo grandioso personaggio.
Ogni volta dovevo trattenere le lacrime, pensando al mio, di padre, che, lottando con tutte le sue forze per sé e per la propria famiglia, non è riuscito a sconfiggere il proprio nemico, il cancro, andandosene a soli 45 anni.
 
Se tu dovessi scegliere un'aria che ti rappresenta in questo periodo, per quale opteresti?
 
 Non riesco a pensare semplicemente ad un’aria e a un periodo in particolare, ma sicuramente a un ruolo: Falstaff.
Un personaggio eclettico, in cui convivono innumerevoli sentimenti, anche contrastanti, come se fosse una specie di folle dalle diverse personalità, che emergono a seconda delle situazioni: presunzione, arroganza, dolcezza, falsa modestia, amore, delusione, noia, illusione, rabbia, tristezza, egoismo, forza, sarcasmo, ironia, allegria, spensieratezza. Mi rispecchio in tutto questo.
Forse è anche per questo motivo, e non solo per la mia corporatura, che interpreto questo personaggio in tutto il mondo. E proprio come fa lui (e come fa Giuseppe Verdi, insieme all’amico Arrigo Boito) anch’io ogni tanto ho voglia di esclamare all’intero universo: “tutto nel mondo è burla, l’uom è nato burlone! Nel suo cervello ciurla sempre la sua ragione.. ma ride ben chi ride la risata final..!”.