Fierrabras, opera scritta da Franz Schubert nel 1823, narra dello scontro fra Carlo Magno e il re saraceno Boland, colpevole di aver trafugato delle reliquie a Roma, e suo figlio Fierrabras, che si convertirà al cristianesimo. Opera in cui riecheggia il mondo medievale tanto caro alla poetica romantica, fu a lungo dimenticata: mai eseguita mentre Schubert era in vita (dopo il flop di Euryanthe di Carl Maria Von Weber, il teatro di Porta Carinzia presso cui era prevista la prima rappresentazione decise di fare un passo indietro), conobbe il suo debutto effettivo nel 1897, nel centenario della nascita del compositore.
Ma la data in cui questo lavoro schubertiano torna definitivamente in vita è indubbiamente il 5 maggio del 1988, anno in cui Claudio Abbado la mette in scena a Vienna.
Sono passati trent’anni esatti da quella data e oggi, Daniel Harding, oggi Direttore Musicale dell’Orchestre de Paris, per il suo ritorno con un’opera alla Scala dirige questo titolo di struggente bellezza guidando un cast d’eccellenza in cui spiccano Dorothea Röschmann, Anett Fritsch, Markus Werba e Bernard Richter, già applauditissimo Don Ottavio nel Don Giovanni scaligero del 2017. Le atmosfere fiabesche e romantiche della vicenda sono affidate alla regia di Peter Stein.

Dal 5 al 30 giugno 2018 al Teatro alla Scala.

Per maggiori informazioni consultare il sito www.teatroallascala.org
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